La terapia sessuale: l’intimità inesigente

La terapia sessuale: l’intimità inesigente

L’attività sessuale umana è un evento psicosomatico, che prevede l’integrità dei circuiti affettivi e relazionali da un lato, e dall’altro dei circuiti bio-fisiologici. Qualsiasi trauma, a uno di questi livelli, può provocare una disfunzione sessuale. Occorre fare una buona valutazione della storia dello sviluppo del sintomo sessuale e analizzare anche i fattori psicoeducativi e relazionali, per come hanno influito sullo sviluppo della disfunzione sessuale, ma non basta, c’è bisogno di effettuare una valutazione medica, che escluda possibili cause organiche. Le cause relazionali, quelle organiche e quelle prettamente individuali, legate allo sviluppo sessuale individuale, vanno analizzate nel loro insieme.

Il coinvolgimento del partner, quando è possibile, e l’azione attiva del singolo nell’affrontare l’intimità, nel prospettarsi sia “azioni reali”, sia “azioni immaginative” prive di ansia, sono elementi che consentono di avvicinarsi in modo progressivo a una sessualità soddisfacente.  Se da un lato, nella riuscita dell’intervento, prendiamo in prestito da Virgilio l’insegnamento: “Possunt quia posse videntur”, che significa: “ce la fanno perché credono di potercela fare”, conferendo, un ruolo fondamentale all’immaginazione; dall’altro lato occorre davvero sperimentare “dal vivo”, nella pratica, l’avere successo in ambito sessuale. [1] Per questo, è utile far lavorare l’individuo attraverso le visualizzazioni, e, quando vi è ulteriore possibilità, è utile far lavorare la coppia in squadra, attraverso la terapia relazionale e mansionale, attraverso veri e propri compiti da svolgere a casa, da soli e insieme al partner e talvolta può essere utile un iniziale apporto farmacologico.

Per psicoterapia basata sulle mansioni [2]  si intende, il mettere in atto nuovi modelli di comportamento sessuali, accompagnando le persone, nell’esporsi gradualmente alle emozioni sgradevoli, collegate all’intimità, creando nuove associazioni sul proprio modo di sperimentare il corpo, la sessualità e l’incontro con l‘altro. Tutto ciò lo si fa dal vivo.  Durante la terapia ipnotica le stesse cose che si attuano dal vivo, possono essere attuate nella immaginazione con la stessa efficacia. Si attua, in questo modo, un’azione ipnotica e auto ipnotica, che gradualmente conduce alla riuscita e al successo nell’ intimità col proprio partner. Quando qualcosa si può immaginare in modo vivido, guidati dal terapeuta nell’immaginazione, spesso diviene ciò che si può realizzare. Il principio cardine è la gradualità e la scalarità nel venire esposti al piacere e alla dimensione corporea, sia che si attui nella fantasia, sia che si attui realmente. Infatti, immaginare le azioni in modo vivido, durante l’ipnosi, con il massimo grado di concentrazione, equivale a stimolare gli stessi circuiti neuronali, stimolati durante le azioni intime.   L’esposizione graduale è verso il partner, verso la relazione col proprio partner e verso le emozioni che suscita la sessualità. Per una qualche ragione, le emozioni verso l’intimità sono diventate disfunzionali. Per tale motivo all’inizio della terapia, si vieta di avere rapporti sessuali completi, ai quali si giungerà solo al termine di un percorso, fatto con dolcezza e scalarità. Solo successivamente, si introduce la coppia a stimolazioni erotiche. Da principio, il percorso di psicoterapia riprende in mano la sensualità e il rapporto con la corporeità, propria e dell’altro. L’obbiettivo delle mansioni specifiche sessuali non è quindi quello di stimolare, da subito, il piacere sessuale, quanto quello di rendere le persone responsabili di tutta la loro sensualità, che si esprimerà attraverso ogni fibra del proprio essere e non certamente riducendola a pura genitalità.  Nel corso delle sedute, viene dato di volta in volta, un compito che viene analizzato e discusso. Si vede che cosa le persone sono riuscite a fare a casa, e vengono notate le dinamiche relazionali della coppia. Nell’ultima parte di ogni seduta, viene assegnata una nuova prescrizione, e si valuta se si può effettuare uno step successivo, nuovi compiti a casa, che via via porteranno a un’intimità sempre più soddisfacente. I compiti sono da portare a termine, almeno due volte alla settimana. Le mansioni riguardano le relazioni, i comportamenti sessuali e anche i pensieri e le fantasie di cui occorre prendere consapevolezza. Spesso, quando la coppia effettua le mansioni, trasgredisce il divieto di avere rapporti. Questo succede perché, quando si entra in un clima di sessualità “inesigente “, da subito, è più facile sperimentare l’eccitazione. [3] Tuttavia, i problemi non si risolvono come per magia, perciò è utile procedere nella gradualità che si può scandire in tappe, che descriverò brevemente di seguito traendo spunto da diversi autori.[4]

 

1.Le tappe del percorso

1.1 Fornire conoscenze psicoeducative sulla sessualità

Si trasferiscono una serie di conoscenze, relative agli aspetti fisiologici, al ciclo della risposta sessuale, alla natura del disturbo, ai fattori che possono interferire con la ripresa della sensualità. Si normalizzano aspetti ritenuti catastrofici. Si ristrutturano credenze errate e disfunzionali che spesso stanno alla base del disturbo. Possono essere utili le tavole anatomiche, che spiegano le funzioni delle varie parti dei genitali e possono essere consigliate delle letture psicoeducative.

 

1.2 La cura della intimità inesigente, durante gli incontri di coppia

Occorre tenere a mente che la complicità, la componente intima di giocosità, si curano come elemento essenziale, caratterizzante la coppia. Soprattutto le coppie con figli possono essere state sopraffatte dal ruolo genitoriale e hanno dimenticato di essere state coppia. Si stimola la coppia a riprendere in mano nella propria vita, uno spazio per sé stessi, ludico, come interessi e hobbies. Ciò riabitua la coppia a stare bene da sola, senza la presenza di altri, ne tantomeno dei figli. Soprattutto le coppie che hanno disimparato a fare le cose insieme, vengono stimolate a riprendere in mano le attività che aiutano a stare bene in coppia. In primo luogo, viene incentivato, uno scambio e una comunicazione positiva su ciò che è bello fare insieme, non solo nella sfera sessuale. Da questo momento, tutte le scoperte positive su di sé e sul partner si impara a comunicarle; per esempio, si chiede ai partner di trascorrere insieme un tempo, in un’attività piacevole. In secondo luogo, si incentiva una comunicazione positiva su ciò che piace all’altro, e sono consentite le manifestazioni affettive, non erotiche, come le carezze, i baci, e soprattutto ridere insieme!

 

II tappa del percorso

2.La cura dell’Eros personale

Ciascuno dei partner potrà avere “per casa” sia dei compiti individuali, sia dei compiti da condividere con il partner. Ma inizialmente serve, in primis, prendere familiarità con il proprio corpo e con il suo modo di reagire. Ci si espone all’esplorazione graduale del proprio corpo e del proprio piacere.

 

2.1. I compiti a casa

In un ambiente protetto, chiaramente, dove non si dovrà essere affatto disturbati, e possibilmente con della musica di sottofondo, o dopo avere fatto un bel bagno, si invita la persona ad osservare i suoi pensieri e le proprie immagini mentali, mentre si tocca e si accarezza. Suggerire ciò, può essere utile soprattutto alle persone che non si sono mai auto stimolate e che provano disagio a farlo. L’auto-osservazione allo specchio è utile per superare l’ansia verso il proprio corpo nudo.

 

2.2 Esercizi di Kegel

Consistono nel contrarre e rilassare i muscoli pubo-coccigei e nell’allenarli a una certa tonicità. Questi si possono individuare interrompendo il flusso delle urine per due o tre volte e poi, una volta individuato come si stimolano tali muscoli, si possono ripetere gli esercizi nell’arco di una giornata.

La procedura corretta consiste:

  1. Nello svuotare la vescica,
  2. Nel contrarre i muscoli per qualche secondo,
  3. Nel lasciare che si rilassino,
  4. Si ripete la serie per 10 volte, per 3 volte al giorno.

Si assocerà un’inspirazione alla contrazione e un’espirazione al rilassamento degli stessi.

L’utilità di ciò consiste nel prendere una maggiore consapevolezza delle sensazioni propriocettive, dell’aumento della tonicità muscolare degli stessi, ottenendo maggiore controllo dell’erezione e dell’orgasmo nell’uomo, ricavando una maggiore sensibilità e piacere nella donna. Nelle donne che hanno avuto parti vaginali, si ripristina più velocemente la tonicità.  Tali esercizi sono utili soprattutto nei disturbi dell’orgasmo e del dolore genito pelvico nelle donne.

 

2.3 Erezione e Detumescenza

Quest’altro “compito per casa”, si suggerisce all’uomo, che dovrà auto stimolarsi, sino all’ottenimento di una erezione, per poi attendere che la stessa venga persa. Per ottenere più velocemente la detumescenza, si può premere delicatamente il glande tra l’indice e il pollice. Si fa per tre volte, dopo di ché si può decidere di giungere all’orgasmo. Serve a prendere consapevolezza che l’erezione può essere persa e ripresa, con conseguente calo dell’ansia, nel momento in cui viene persa.

 

2.4 Auto stimolazione 

Si suggerisce la semplice esplorazione del proprio corpo, con il compito di notare i pensieri, le sensazioni fisiche propriocettive ed emotive, mentre lo si fa. Si suggerisce di auto stimolarsi senza cercare di giungere all’orgasmo. Ciò permette di riconoscere le zone da cui è possibile trarre piacere, quale è il tipo di tocco, pressione, velocità adeguate a sé. Ciò consente anche di individuare le proprie fantasie sessuali che arrivano durante la stimolazione. Questa mansione si prescrive in tutti i tipi di disfunzione sessuale. [5]

 

2.5 Consapevolezza del punto di inevitabilità orgasmica nell’eiaculazione precoce (Start and Stop)

Anche quest’altra mansione viene suggerita all’uomo e consiste nel divenire consapevoli delle sensazioni che precedono l’orgasmo. L’uomo, quando diviene consapevole di essere vicino al punto di non ritorno, rallenta la stimolazione durante la masturbazione, e si ferma in modo da non superare tale punto, limitandosi a distinguere cosa succede nel suo corpo. Tale procedura si ripete, e da ultimo si può giungere all’orgasmo, ma, in assenza del partner, cosa che potrebbe generare ansia. Si può aggiungere un lubrificante per consentire all’uomo di abituarsi all’ambiente vaginale. Ciò serve per mantenere un livello di eccitazione per almeno 15/20 minuti. È utile nei casi di eiaculazione precoce, ma anche nei pazienti che desiderano controllare i tempi dell’orgasmo.[6]

 

III tappa del percorso esercizi in coppia

3.Focalizzazione sensoriale di tipo I

Si prevede non solo il divieto di avere rapporti sessuali, in questa fase, ma anche il divieto di giungere all’orgasmo, in presenza dell’altro partner: il piacere deve essere dato unicamente dalla sensualità, non dall’erotismo, dal godimento dato dal contatto, dal toccare e  accarezzare e dall’essere toccati e accarezzati, ciò nutre e alimenta il contatto affettivo; e facilitata così la comunicazione intima tra i partner, favorendo lo scambio di gusti reciproci, il superamento della vergogna e dell’imbarazzo, consente di abbandonarsi alle proprie sensazioni, migliora la conoscenza del proprio corpo e del corpo dell’altro. Si accarezzano i partner a turno, escludendo il contatto con i genitali. Da svolgersi almeno due volte, nell’arco di una settimana, almeno per un quarto d’ora, a patto che si attui in un contesto di serenità relazionale, quando non si ha fretta, e quando si è sicuri che tale attività non verrà interrotta.  È utile un olio per massaggi, un profumo gradito alla coppia, una luce tenue e una stanza confortevolmente riscaldata, lasciando spazio alla libera creatività della coppia, in un contesto inesigente, liberi da ansie performanti. Si può iniziare vestiti dalla biancheria intima e successivamente nudi. È un esercizio, anche questo, di graduale esposizione. Si da modo, a ogni membro della coppia, di essere accarezzati e massaggiati, senza dover ricambiare in quel momento. Facilita la scoperta delle zone erogene di ciascuno.

 

IV tappa del percorso

4.Focalizzazione sensoriale di tipo II

In questo caso, si prescrive alla coppia di accarezzare i genitali del partner manualmente e/o oralmente. Procedendo gradualmente, si suggerisce prima, di accarezzare tutto il corpo e successivamente i genitali, lasciando che tutti i sensi vegano coinvolti; emergano tutte le modalità creative dei due partner, baci, carezze, escludendo il raggiungimento dell’orgasmo, dando preminenza alla sensualità; ancora non si è pronti per lasciarsi andare a un orgasmo condiviso. È importante procedere anche nelle sessioni individuali, poiché in questo modo, si da modo a ciascuno di conoscere il proprio corpo e di poter poi comunicare, al partner, le proprie preferenze. Perciò si suggerisce di incoraggiare la comunicazione sulle modalità di stimolazione preferite. Si incoraggia l’espressione del proprio immaginario erotico e di quello del partner; si incoraggia anche l’espressione, la scoperta e la conoscenza delle fantasie dell’altro, alimentando uno scambio reciproco. Ci si desensibilizza così dall’ansia legata all’eccitazione, prescindendo dal giungere all’orgasmo. Risulta molto utile quando ci sono delle disfunzioni a livello genito pelvico.[7]

 

4.1 Erezione/detumescenza

Viene stimolato il partner con problematiche di erezione, il quale deve rimanere, in questa fase, più centrato su di sé che sul partner, interrompendo la stimolazione, una volta ottenuta l’erezione e attendendo che il pene vada in detumescenza. Spesso è utile fare un leggera pressione sulla parte inferiore del glande, per perdere l’erezione. Dopo tre volte, la persona può decidere di raggiungere l’orgasmo e anche in questo caso è utile che ciascuno esprima come desidera essere stimolato, ricambiando le gratificazioni intime. Tale esercizio favorisce la padronanza dell’erezione, riducendo l’ansia legata alla perdita di erezione. [8]

 

4.2 Stop and start in coppia

Consiste nel sostenere un’erezione, per un tempo di 10/15 minuti; utile soprattutto quando l’uomo ha difficolta nell’eiaculazione precoce. L’uomo deve stare in ascolto dei segnali del proprio corpo, delle proprie sensazioni piacevoli, e consapevole di sé può avere l’accortezza di comunicare alla partner quando “sta per giungere al punto di non ritorno”, oltre il quale si verificherebbe l’orgasmo. Quando la sensazione di eiaculazione imminente scompare, si riprende la stimolazione per almeno tre volte. [9] La stimolazione può essere modulata, partendo da una stimolazione manuale, poi ricorrendo all’ausilio di un lubrificante, e infine attraverso la penetrazione, stando fermi. Consente di differenziare le sensazioni provenienti dalla eccitazione, da quelle della imminente eiaculazione, per giungere alla padronanza del riflesso eiaculatorio.

Si prescrive nei casi di eiaculazione precoce.

 

V tappa del percorso

5.Coito non esigente

Consiste nel chiedere ai membri della coppia di avere un rapporto genito-genitale o ano genitale. Per favorire esclusivamente la sensazione di contenere e di essere contenuti, stando fermi, escludendo l’orgasmo coitale.

Si utilizza nei casi di eiaculazione precoce, di erezione, nei problemi di dolore genito pelvico, nella difficoltà nel raggiugere l’orgasmo, sia maschile che femminile.

 

5.1 La masturbazione e le fantasie sessuali

Consiste nel raggiungere un orgasmo individualmente, consapevoli delle fantasie sessuali che lo accompagnano. Consente di avere un contatto intimo con sé stessi, senza l’ansia legata alla prestazione, nella relazione con l’altro. Permette di comprendere che il piacere è qualche cosa che va ricercato attivamente, e coltivato. È utile in tutte le disfunzioni e in particolare in quelle legate all’orgasmo e al desiderio. Consente di riconoscere la propria modalità per giungere all’orgasmo, l’individuazione delle proprie fantasie sessuali e ci si da il permesso di concedere del piacere da concedere a sé stessi, gestendo i pensieri e le credenze disfunzionali che impediscono l’intimità, con la mente libera.

 

 

 

5.2 L’attenzione al proprio piacere in coppia

I partner cercano di coniugare il proprio piacere con quello dell’altro, prestando particolare attenzione al proprio e dandosi modo di chiedere al partner ciò che fa piacere a sé stessi; riguarda la sensualità integrata all’erotismo. Si può mettere in atto quando sono stati raggiunti e consolidati gli obbiettivi precedenti.

 

5.3 Masturbazione in presenza del partner

Consiste nella masturbazione in presenza dell’altro. E si attua quando si è raggiunto un certo controllo nella masturbazione individuale.

 

5.4 Masturbazione reciproca

Consiste nella reciproca masturbazione, sino al raggiungimento dell’orgasmo e naturalmente ciascuno è invitato a comunicare all’altro in che modo desidera essere stimolato.

 

VI e ultima tappa del percorso

Coito esigente

I due partner si impegnano in un rapporto completo genitale o genito- anale- Il raggiungimento dell’orgasmo non necessita che questo venga raggiunto in modo sincronico, ma ciascuno secondo i propri tempi. È la fase culminante della psicoterapia sessuale, e si prescrive quando tutti gli altri stadi sono stati raggiunti.

 

Conclusioni

Da tutto ciò che è stato descritto, si deve prendere atto del fatto che alla base della risoluzione delle difficoltà sessuali, vi è in primis una eliminazione dell’ansia da prestazione, che viene contrastata dal riportarsi a una sessualità inesigente in un clima ludico e giocoso.

 

Dr. Pierfrancesco Pisano 08 03 2026

 

Bibliografia

Carla Iuliano, Sessualità: corpo, relazione trauma, Roma, Giovanni Fioriti Editore, 2025.

Daniel Araoz, Ipnosi e terapia sessuale, Roma, Astrolabio, 1984.

Helen Singer Kaplan, Manuale illustrato di terapia sessuale, Milano, Feltrinelli, 2013.

Helen Singer Kaplan: Nuove terapie sessuali, Milano, Bompiani, 1995.

Masters/Jhonson: L’atto sessuale nell’uomo e nella donna, indagine sugli aspetti anatomici e fisiologici, Milano, Feltrinelli, 1978.

[1] Daniel Araoz, Ipnosi e terapia sessuale, Roma, Astrolabio, 1984.

[2] Carla Iuliano, Sessualità: corpo, relazione trauma, Roma, Giovanni Fiorite Editore, 2025.

[3] ibidem

[4] ibidem

[5] ibidem

[6] Ibidem

[7] Ibidem

[8] Ibidem

[9] Helen Singer Kaplan, Manuale illustrato di terapia sessuale, Milano, Feltrinelli, 2013.

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