Dr. Pierfrancesco Pisano • Psicologo e Psicoterapeuta • Cagliari
EMDR a Cagliari
Nel mio studio di Cagliari utilizzo l’EMDR all’interno della psicoterapia per affrontare i traumi del passato: gli eventi devastanti, ma anche le ferite di tutti i giorni che si sono accumulate un po’ alla volta. L’obiettivo è guardare con occhi nuovi ciò che è successo, senza esserne più travolti.
Studio in Piazza Gramsci 6, Cagliari
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Cos'è l'EMDR?
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica introdotta nel 1989 da Francine Shapiro e utilizzata a lungo con i veterani sopravvissuti alla guerra del Vietnam. All’inizio si chiamava EMD e si concentrava su un solo trauma specifico; con gli anni si è allargata a tutti i disturbi legati alle esperienze traumatiche della vita di una persona.
L’esperienza dell’EMDR si articola in otto fasi e utilizza la stimolazione oculare bilaterale. Va sempre svolta insieme a un terapeuta qualificato: qualunque uso “fai da te” dei movimenti oculari è da evitare.
Le tre reazioni automatiche alla paura
Di fronte a un’esperienza traumatica, che ci ha fatto sentire in pericolo e non al sicuro, si reagisce spesso in modo automatico e inconsapevole:
- si rimane bloccati e paralizzati (freezing);
- si fugge dal pericolo, sentendosi incapaci di fronteggiarlo (flight);
- si attacca ciò che minaccia la nostra integrità (fight).
Sono reazioni istintive di ogni specie animale. Ma esiste anche un altro modo di rispondere: osservare la situazione senza farsene travolgere e scegliere di agire diversamente. L’EMDR nasce con questo intento: impedire che le paure e gli automatismi legati ad esse sopraffacciano la persona.
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Traumi con la T maiuscola e con la t minuscola
L’EMDR serve sia quando il trauma è un fatto importante e devastante (un incidente, un lutto, una violenza, un terremoto, una guerra), sia quando consiste in esperienze relazionali quotidiane: il non sentirsi valorizzati, stimati e riconosciuti. I primi vengono chiamati traumi con la T maiuscola; i secondi traumi con la t minuscola, quelli che hanno ferito un po’ alla volta, giorno dopo giorno.
Anche certe esperienze relazionali, infatti, generano risposte traumatiche. L’EMDR aiuta a dare risposte nuove alle esperienze dolorose, angoscianti e frustranti, e a costruire convinzioni via via più forti sul proprio modo di percepirsi nella relazione con l’altro.
Come lavora l'EMDR: il corpo e la memoria del trauma
Nell’uomo l’energia attivata nel momento del trauma, per scappare, attaccare o bloccarsi, può restare “intrappolata” come memoria corporea e trasformarsi in tensione muscolare o in altri sintomi psicologici: è il corpo che accusa il colpo.
Durante la seduta non serve un lungo resoconto verbale di ciò che è accaduto. Si chiede di ricordare il momento traumatico e, insieme, di lasciar fluire velocemente le immagini, nell’attesa che nella mente reazioni nuove ed efficaci sostituiscano quelle vecchie. Seduta dopo seduta ci si sente sempre meno angosciati, si prende distanza dal ricordo e il corpo smette di irrigidirsi quando il ricordo disturbante si ripresenta.
Cosa si può ottenere
Attraverso l’EMDR si elaborano le convinzioni negative su di sé, le emozioni del passato non affrontate e le sensazioni corporee disturbanti legate alle esperienze traumatiche. Il passato traumatico, associato a esperienze nuove e risananti, si trasforma: lo si può ricordare con un salutare distacco, senza più mettere in atto automatismi di fuga, rabbia o blocco.
Approfondisco tutti questi aspetti nell’articolo sulla terapia con l’EMDR. Se i ricordi tornano anche nei sogni o nei pensieri, leggi anche la pagina sullo stress post traumatico.
Cosa dicono i pazienti
“La mia esperienza con il dottor Pisano è stata bellissima. Mi ha fatto sentire subito a mio agio facendomi sfogare e superare con le sue tecniche di rilassamento un periodo di forte carico emotivo. Lo consiglio a tutti perché vi sentirete come se parlaste con un vostro amico e supererete le vostre ansie.”
Claudia
“Mi sono rivolta al Dott. Pierfrancesco Pisano, un giorno che stavo malissimo, ennesima volta che la mia vita andava a rotoli. La sua risposta è stata pronta e, dopo un primo confronto, abbiamo deciso di intraprendere la terapia. In questo percorso mi ha insegnato dei metodi, per affrontare le situazioni difficili, in maniera distaccata e obbiettiva. Mi ha portato a comprendere l’origine del mio problema e finalmente a metabolizzarlo in maniera produttiva. Gli incontri sono stati caratterizzati da una sua estrema delicatezza, sensibilità e competenza. Ora abbiamo terminato il percorso, ed io ho finalmente trovato una serenità ed un equilibrio che non credo di aver mai avuto.”
Giovanna
“Mia moglie si è rivolta al dottore in un momento molto stressante della sua vita, con un bimbo appena nato, un trasferimento ed un vissuto pregresso mai affrontato. Anche io ho partecipato più volte agli incontri e devo dire che è un professionista ed una persona fantastica …. E’ passato quasi un anno dall’ultimo incontro ed il Suo aiuto è stato fondamentale per ritrovare una serenità che era venuta a mancare. Non smetterò mai di ringraziarlo!”
Luca
Domande frequenti sull'EMDR a Cagliari
Cosa significa EMDR?
EMDR sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing, cioè desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. La tecnica è stata introdotta nel 1989 da Francine Shapiro e si svolge in otto fasi, con una stimolazione oculare bilaterale guidata dal terapeuta.
L'EMDR serve solo per i grandi traumi?
No. Oltre ai traumi con la T maiuscola, come incidenti, lutti o violenze, l’EMDR aiuta anche con i traumi con la t minuscola: esperienze relazionali quotidiane in cui ci si è sentiti poco valorizzati, stimati o riconosciuti, che hanno ferito un po’ alla volta.
Devo raccontare nei dettagli quello che mi è successo?
Non è necessario soffermarsi su un lungo racconto verbale. Si ricorda il momento traumatico e si lasciano fluire velocemente immagini e sensazioni, finché il ricordo diventa meno angosciante e si riesce a prenderne distanza.
Posso fare l'EMDR da solo, con video o app?
No: l’EMDR va sempre svolto con un terapeuta qualificato, all’interno di un percorso di psicoterapia. Qualunque uso “fai da te” dei movimenti oculari è da evitare.
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Episodi violenti o morti traumatiche, anche vissuti indirettamente, possono lasciare un segno nei ricordi e nei sogni.
Fanno parte dei disturbi d’ansia: la sensazione di non poter respirare, di sentirsi piccoli e a volte impotenti.
Spesso la persona non è cosciente, o lo è solo in parte, delle emozioni di paura alla base del disturbo.
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